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Fate un fratellino?

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Sono innumerevoli le domande che ti fanno quando diventi genitore, le prima due che mi vengono in mente sono “Che fa dorme?”, “Mangia?”, che poi se ci penso sono anche abbastanza stupide se poste in questo modo. Mi sembra ovvio che un bambino mangi e dorma, lo facciamo tutti. Probabilmente le domande giuste sarebbero “Dorme nelle ore giuste?” oppure “Mangia abbastanza?” , dico sarebbero perché onestamente sono tra quelle domande la cui risposta giusta sarà sempre “Ma fatevi i c***i vostri!!!”

Poi dopo qualche mese, quando ancora non ti sei ripreso dalle notti insonni e dalle montagne di pannolini, ecco che arriva la fatidica domanda “Quando lo fate un fratellino o una sorellina?”

Non è una domanda facile a cui rispondere, soprattutto se come noi vivi lontano dalla famiglia ed è già stato faticoso trasferirsi da Napoli a Milano.

E allora le risposte sono sempre quelle di circostanza: “Tra un po’”, “Facciamo passare un po’ di tempo”, “Appena ci stabilizziamo” , ecc ecc.

Il problema comincia a diventare leggermente più serio quando tuo figlio comincia a crescere e vede che tutti i suoi amichetti d’asilo hanno un fratellino o una sorellina, allora viene da te e ti chiede come se ti stesse chiedendo un giocattolo “Mamma, papà, me lo fate un fratellino??”
E dopo aver visto un cartone in cui i fratellini venivano “prodotti” in fabbrica e consegnati ai genitori, lì ha cominciato a calcare la mano, volendo addirittura scegliere sesso, colore degli occhi, colore dei capelli, perché tanto “Lo possiamo ordinare alla fabbrica” 🙂

Dopo avergli spiegato che i bambini non si prendono in fabbrica ma sono il frutto dell’amore della mamma ed il papà, allora ci ha chiesto di fare l’amore per potergli regalare un fratellino o una sorellina. Fino a che un giorno dopo avermi visto prelevare al bancomat, si è autoconvinto che il papà stampa i soldi e che siamo ricchi.
Da quel momento in poi le richieste sono aumentate, non si è più limitato alla richiesta di un fratellino od una sorellina, ma ha fatto una sorta di lista della spesa virtuale ed ha cominciato a dire a tutti che gli piacerebbe avere:

  • un fratellino
  • una sorellina
  • una villa con giardino
  • un cane
  • un camper

Abbiamo cercato di spiegargli che ci vogliono un bel po’ di soldi per tutte queste cose e che al massimo può averne soltanto una (esclusa la villetta e il camper).
Per un po’ si è acquietato, come se se ne fosse dimenticato, ma a quanto pare la nascita del cuginetto gli ha fatto tornare la memoria! Lo abbraccia, lo bacia e poi mi guarda con gli occhi da cagnolino abbandonato come per dire “Hai visto quanto è bello? Me lo fate un fratellino?”

E allora gli spiego che ci vuole ancora un po’ di tempo, perché dobbiamo stabilizzarci (la verità è che non ci siamo ancora ripresi dalla sua nascita dopo quattro anni) e lui mi guarda con quella faccia come per dire “Seeeeee! Raccontala a qualcun altro!” come quella che vedete nella foto di seguito.

Ora so benissimo che voi che state leggendo state pensando “Si vabbé, parli parli, ma quando lo fate un altro figlio????”

Beh, per la risposta mia affido ad una frase tratta da una canzone di Pino Daniele:

“Chi vuole un figlio non insiste”




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