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I bambini sono davvero tutti buoni?

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L’altra sera eravamo al ristorante ed Enrico era nell’area gioco con un bimbo (che chiamerò George) e giocavano tranquillamente calpestando con i piedini degli oggetti che venivano proiettati sul pavimento. Per poter vedere meglio questi oggetti stavano giocando al buio, illuminati dal proiettore.

Dopo circa 10 minuti che giocavano arrivano due bimbi un po’ più grandi ed accendono la luce, allorché George gli dice che con la luce spenta si gioca meglio, ma loro fanno finta di non ascoltarlo e cominciano a giocare spingendosi. Enrico e George gli chiedono di spegnere la luce  di togliersi le scarpe ma uno dei due si gira verso di loro e gli risponde “Io faccio come c***o mi pare!” Dopo quella frase ho cominciato a stare all’erta…

Da quel momento due, tre volte sono intervenuto per dividere i due bimbi e George che stavano per prendersi a botte. Poi apparentemente tutto è filato liscio fino a quando ad un certo punto i bimbi dal nulla hanno cominciato ad urlare facendo il tifo per le proprie squadre di calcio. Il primo fa “Milan, Milan!”, il secondo fa “Juve, Juve!”, George fa “Inter, Inter!”…. Enrico aspetta un po’, poi intimorito accenna un “Napoli, Napoli!”, non finisce nemmeno di dirlo che uno dei due bimbi gli da una spinta da dietro, facendolo volare e dicendogli “Cretino, il Napoli fa schifo!” Dopo aver spiegato per l’ennesima volta ai due bimbi che si può giocare tutti assieme anzhe senza menarsi, sono tornato al mio tavolo.

Dopo 5 minuti Enrico è venuto a sedersi per mangiare, e i due bambini hanno incominciato ad infastidire George, anche dopo che lui si è seduto per mangiare, continuavano a prenderlo in giro. mentre i genitori, impassibili, si facevano tranquillamente i fatti loro facendo finta di nulla. Mentre osservavo quei bambini, pensavo alla spinta che poco prima avevo ricevuto Enrico e quel pensiero mi innervosiva.

Enrico è un bimbo sveglio senza dubbio, ma non ha né l’abitudine di picchiare né quella di reagire quando viene picchiato e paradossalmente penso che questo sia un errore.




Lo so per certo dato che io da piccolo ero esattamente come lui. Fin dall’asilo ho sempre avuto qualcuno che mi picchiasse o mi prendesse in giro e io non ho mai reagito, in primis perché non ho mai pensato che la violenza potesse risolvere la cose e in seconda battuta perché probabilmente se ci avessi provato, ne avrei prese ancora di più.
All’asilo mi picchiava un bimbo che si chiamava Marco e quando andavo a piangere dalla maestra, lei si arrabbiava con me, quindi ad un certo punto ho smesso di andare all’asilo.
Durante le vacanze nel periodo delle elementari c’era Giuseppe, che pur essendo più piccolo di me, ogni volta che mi vedeva cercava una scusa per litigare…. e i ragazzi più grandi anziché dividerci, lo istigavano e si complimentavano con lui che menava uno più grande.

Alle medie nessuno mi ha mai messo le mani addosso, si sa quello era il periodo pre adolescenziale, ed un ragazzino magro col nasone che non conosceva nemmeno una parola in dialetto era una vittima perfetta per coloro che si sentivano dei gran fighi perché avevano le prime storie con le ragazze, quindi si limitavano soltanto a prendermi in giro, a chiamarmi “nasone”, “pipistrello”, “corvo” ecc, ecc.

La cosa è proseguita anche all’inizio delle superiori, dove c’erano tutti quei ragazzini standardizzati, che si vestivano tutti uguali, che si pettinavano tutti uguali e prendevano in giro chi come me, non seguiva la “moda”.
Pur rimanendo un bonaccione, a 14 anni cominciai ad avere un’identità, un mio modo di pensare, un mio modo di vestire e anche se qualche volta subivo qualche angherie da coloro che si sentivano migliori (ma che poi mi leccavano il culo per poter copiare i compiti), comincia a farmi degli amici e per me l’unica cosa che contava era la loro opinione.

So che probabilmente vi ho annoiato un po’, ma ci credete se vi dico che tutti questi ricordi me li ha fatti riaffiorare una spinta data a mio figlio?

Partiamo da una premessa doverosa, potete fare i perbenisti quanto vi pare e piace ma non è vero che tutti i bimbi sono buoni, alcuni bimbi possono essere davvero molto cattivi e a volte non è manco detto sia colpa d un’educazione sbagliata da parte dei genitori, sono cattivi e basta!

E allora dopo quella spinta ho cominciato a porgermi qualche domanda:
Cosa farà quando crescendo incontrerà un Marco, un Giuseppe o qualcun altro che lo prende in giro perché porta gli occhiali, perché è “terrone” o perché semplicemente è diverso da loro.
Avrà il coraggio di difendersi? Riuscirà a farsi rispettare senza usare la forza? Ma soprattutto, nel caso continui ad essere un bonaccione come il suo papà, avrà la forza di reagire o si chiuderà in se stesso?

Sono tutte domande a cui attualmente è impossibile dare una risposta, probabilmente nel periodo adolescenziale mi odierà come è giusto che sia e non verrà certamente da me a chiedere consigli, ma quali consigli poi? Chi sono io per dire a mio figlio per dire cosa deve e non deve fare? Certe esperienze si devono fare! Spesso devi sbatterci la testa per capire che qualcosa non deve essere fatta oppure deve essere fatta in maniera differente!

Oltre ad augurarmi che mio figlio crescendo possa affrontare i problemi in maniera saggia, posso solo sperare, che non abbia troppi antagonisti pronti a spingerlo o a colpirlo alle spalle! Perché la vita è sì bella, ma spesso anche tanto difficile e cattiva. Chissà che Enrico non riesca col suo sorriso a cambiare le cose in meglio, come fa attualmente con le mie giornate!




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