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Il bagno dopo mangiato

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Tratto dalla Pagina Facebook del Dottor Tommaso Montini

Mamma sono passate le tre ore?

No piccolo mio, ancora un pochino… gioca a fare un castello qui sotto all’ombrellone!

Uffà! Ma quando passano !!??

——

Un cult dell’estate: il bagno dopo mangiato!
“Si blocca la digestione e si muore!”

Quanto tempo deve passare dopo mangiato per fare il bagno?

“2 ore!” “No 3!” 
“Facciamo 4 ore e stiamo tutti più tranquilli! Non si sa mai!”

——-

Ricordi infantili.

Che incubo quelle due, tre o addirittura quattro ore!!!

Come tutti i bambini non vedevo l’ora di tornare nell’acqua e quel tempo diventava il momento del gioco con la sabbia sul bagnasciuga…

Scottature terribili! 
(Altri tempi! Le mamme di oggi sono giustamente molto più attente: impongono “arresti” sotto all’ombrellone dove si realizzano “escavazioni” industriali e vere voragini!)

Castello dopo castello, onda dopo onda capitava sempre che… oplà, un’onda più grande mi bagnasse tutto!

“Mamma non sono stato io, è stato il mare…!”

Ormai ero tutto “una zuppa” e in questo modo riuscivo a conquistare un po’ di sconto!

“E va bene, ormai sei tutto bagnato…manca mezz’ora… ok, vai!”

….

Avrò mai rischiato davvero di morire? 
“Ai posteri l’ardua sentenza!”

Ormai però sono “un postero”, addirittura col camice!

E allora… questa sentenza “mi tocca”!

Vediamo dunque se davvero si rischia di morire con un bel tuffo dopo mangiato.

———–

Dopo mangiato il sangue affluisce nell’apparato intestinale per il grande “lavoro” della digestione.

Come è noto poi la nostra temperatura corporea deve essere mantenuta stabile perché tutto funzioni bene.

Se per un tuffo in un’acqua con una temperatura molto più bassa di quella interna (22-23 gradi il mare, 37 la temperatura interna), improvvisamente il corpo subisce un repentino raffreddamento, si attiva un “allarme generale” per contrastare al più presto “l’attacco” che minaccia la temperatura interna.

“L’ordine” è perentorio: 
“Emergenza! Spostare sangue caldo immediatamente verso la cute, in periferia! Rischio raffreddamento! Riscaldare subito!”

La vasodilatazione periferica improvvisa e massiva può essere troppo rapida per permettere un adattamento graduale.

Tutto questo può provocare un crollo della pressione e una situazione di shock cioè un collasso cardiocircolatorio che può essere anche molto grave.

“Insomma quante chiacchiere! Rispondi facile!” 
“Si può morire?”

La risposta è si. 
Con un tuffo dopo mangiato si può anche morire.

….

“Mamma mia!” 
“Allora certo che aveva ragione la mia mamma!”

Ok, ma se ragioniamo possiamo trovare qualche scappatoia…

“Ok, allora ragioniamo!” 
“Andiamo al sodo: quale è la scappatoia?”

Prima di tutto l’impegno per una digestione non è uguale per tutti i pasti: I grassi richiedono un tempo lungo e un grosso lavoro, i carboidrati e le fibre molto meno.

Ergo…

Attenzione se sulla spiaggia abbiamo mangiato “frittata di maccheroni”, “parmigiana di melenzane” o “pasta al forno”! (i “cult” di una famiglia napoletana “in trasferta” che si rispetti!)

Meglio verdure, pomodori, un po’ di pasta, insalata, frutta.

E poi…

Se il problema è il rischio dell’improvviso sbalzo della temperatura, evitiamo questo sbalzo e diamo il tempo al corpo di adattarsi! E’ semplice.

Piano piano, possiamo bagnarci gradualmente, per facilitare una ridistribuzione del circolo non traumatica.

Ma è una cosa da fachiri ! 
Ok, vero, ma per un bagno i bambini sono disposti alle torture più terribili!

E allora… prima i piedini, poi piano piano i polsi e le gambe, poi bagnamo piano il pancino, qui, seduti su bagnasciuga.

Tutto bene?

Ok, adesso andiamo piano e bagniamo le spalle…

Uhau! Ma siamo in acqua!

Evviva!

——————————-

P.S.
Naturalmente per i lattanti che fanno il bagnetto a casa con l’acqua a 37 gradi (cioè la temperatura corporea interna) non è necessaria alcuna attenzione!

Per loro via libera sempre anche dopo mangiato!

Tratto dalla Pagina Facebook del Dottor Tommaso Montini

 

Tommaso Montini è un pediatra di famiglia di Napoli, sposato da 30 anni e padre di tre bellissimi figli.
Si interessa di malattie croniche e disabilità. Scrive testi divulgativi di sostegno alla genitorialità, si diletta a tenere incontri e corsi per genitori, ma soprattutto… si diverte molto a fare il pediatra.
Tra le sue pubblicazioni: Meno male che ci sono i bambini!, ed. L’isola dei ragazzi 2004; Me lo dici in bambinese?, ed. Paoline 2009; 4 chiacchiere col pediatra, ed. Franco Angeli 2014; Getzemani! Ingresso riservato, ed. Paoline 2015.

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