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I Consigli del Dottor Montini: Mi sento una mamma inadatta e sconfitta..

Salute e ambiente

I Consigli del Dottor Montini: Mi sento una mamma inadatta e sconfitta..

Diego Gen 1
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Tratto dalla Pagina Facebook del Dottor Tommaso Montini

Buonasera dott. Tommaso Montini, sono mamma di un bimbo di 5 anni e mezzo e una piccina di 16 mesi. Tra di loro si adorano anche se giustamente ci soni dispetti reciproci ma mi ritengo fortunata che il grande non provi a ‘soffocare’ la sorellina come spesso mi raccontano…
Adoro i miei bimbi ma sto sbagliando con entrambi qualcosa e non so cosa.
Il grande è in piena crisi è diventato di colpo disubbidiente all’ennesima potenza e nervoso, non servono ne’ punizioni ne’ metodi dolci e non so più da che parte prenderlo.
Spesso si urla…
La più piccola è una bimba vivace molto ‘autonoma’ per la sua età ma da circa 20 giorni dorme solo nel lettone.
Come la mettiamo nel suo lettino si sveglia, perché vuole il contatto e non so come ‘toglierle’ il vizio…
La conseguenza è che spesso mi ritrovo anche Gabriele in piena notte a fianco a me e papà va per forza in cameretta…
Come fare a gestire gli attacchi di rabbia di lui e la nanna di lei?
Mi sento inadatta e sconfitta.
Grazie di cuore x il suo tempo
————————————————-
Cara signora,

“Sto sbagliando con entrambi qualcosa…” “Mi sento inadatta e sconfitta…”

Ma perché??

La piccina non vuole togliersi il “vizio” di cercare il morbido caldo dolce di mamma…

E’ una cosa brutta?
Oppure è il desiderio/bisogno che abbiamo tutti? (Noi lo cerchiamo in mariti e mogli ma abbiamo lo stesso bisogno di coccole rassicurazione intimità… caldo!)

Due bambini piccoli sono un carico di lavoro enorme e solo chi ha vissuto davvero la sua esperienza può capirlo.

A quella età i bambini non permettono distrazioni e richiedono una assistenza continua: riescono a suicidarsi in un batter d’occhio e
non è permesso alcun calo di attenzione!

La piccola poi è in piena età capricci/opposizione e il più grande in età dell’asilo deve gestire il complesso delle emozioni che vengono dal “fronte” esterno (compagni maestre ecc…) e da quello interno (sorellina terribile che prende le sue cose, che non “sa giocare” bene, che si prende la mamma, che la fa arrabbiare ecc…)

Il tutto in un mondo grande che di tanto in tanto affiora come un qualcosa di minaccioso che “non capisco bene ma che certamente sarà qualcosa di brutto”.

Isis, terremoti, inondazioni, freddo, facce brutte, rapine e violenze… Echi lontani.
“Io guardo solo “Masha e Orso” ma di tanto in tanto arrivano voci, commenti, rumori…
“Di tanto in tanto non mi sento sicuro, ho un pochino di ansia, devo difendere mamma, devo stare attento a…”

Tutto quello che sto raccontando non è definibile e non alberga nella parte cosciente del cervello di un bambino.
Entra però come un virus nei percorsi del pensiero e si insinua nelle fantasie.
Diventa paure, ansia tensione… Forse anche mal di pancia o capricci strani o nervosismo.

Un interrogatorio con una lampada sul viso, o il lettino di uno psicanalista, o l’ambiente di un confessionale non riuscirebbero a fargli dire niente.
Il bambino non sa quale è il problema!

E allora che si fa?

Si recupera quel caldo morbido che la piccola chiede senza difficoltà o inibizioni!

“Dottore mettiamo pure lui nel lettone?!”

No, certamente no.
Però anche lui ha bisogno di abbassare dentro il suo piccolo corpo i livelli di tensione e di adrenalina!

E allora… inventiamo l’ora delle coccole!
Come?
Per esempio mettendo al centro del pomeriggio un momento tutto vostro in una poltrona morbida, o anche sul lettone o anche a terra con dei cuscini, per raccontare favole e leggere libri!
Tutti insieme, tutti abbracciati, staccando ogni connessione con il mondo!
Ci siete solo voi.

Insieme alle favole c’è il tempo per accarezzarli, per giocare con loro, per stare solo caldi caldi, stretti stretti, magari sotto ad una copertona!
Per dirvi quando siete belli e quanto è bello stare così senza far niente a cantare forse una canzoncina, tutti insieme!

Tutti i giorni. Solo mezz’ora al giorno, come un appuntamento fisso.

Naturalmente si può fare anche di più.
La sera si possono fare le pizze per papà che torna dal lavoro impastando la pasta tutti insieme, qualche volta si può fare un bel disegno insieme da incorniciare e mettere nel salone, o giocare…

Con la mia bambina (ormai è un ricordo lontano) giocavo alla “campana”. In casa. (non mi dite che non ricordate come si fa!)
Usavamo le mattonelle per fare il campo e un piccolo tappo di bottiglia per lanciare.
Poi saltellavamo… Lei lo ricorda ancora con grande tenerezza!

Un’altra volta organizzai con lei piccina una caccia al tesoro, in casa, da fare insieme. Feci una cosa semplice adatta alla sua età, ma fu bello insegnarle ad usare una bussola!

Un’altra volta ci divertimmo a fare gli aereoplanini di carta. Comprai un libro che insegnava a farli e ne facemmo di tutti i tipi! Insieme.
Fu bellissimo organizzare gare…

Insomma le possibilità sono infinite.

Se la giornata dei bambini e piena di coccole, di sorriso, della presenza di una mamma e una papà sereni… I livelli di “nervosismo” si abbassano da soli!

Una mamma che si sente “inadatta e sconfitta” è un volto.
Una mamma felice e serena è un altro volto.

Il volto parla più di mille discorsi e muove ormoni più di una fiala endovena!

E allora… Lavoriamo anche su questo volto!

Niente processi!
Autoironia: un “va bene così!” e un “Meno male che sono così!”

Guai a cercare di essere una super mamma che non si scoraggia mai, non piange mai, non perde mai la pazienza!
Serve una mamma “sufficientemente buona”, per ripetere l’espressione dei maestri, che è la mamma migliore possibile!

E poi…Serve un restore!
Ogni tanto una pausa, un pit stop, un break!

Due bambini piccoli da gestire sono una overdose di lavoro che può sfinire qualsiasi super-woman!

Serve allora che papà non se ne vada in cameretta o che magari in cameretta ci vada anche la mamma!

Serve una fuga ogni tanto!

Benedette nonne o amiche o baby sitter o asili…!

Ogni tanto serve una fuga con il papà per ritornare ragazzi allegri e spensierati, per riscoprire un trucco ammiccante, una cenetta al lume di candela, un cinema, o anche solo una passeggiata per vedere i saldi…

Datevi il permesso di farlo!
E’ una prescrizione del pediatra, per il bene dei bambini!

Coraggio cara signora mamma!
Il suo racconto è bellissimo. Infonde tenerezza e calore e la ringrazio di averlo regalato a tutti noi!

 

Tratto dalla Pagina Facebook del Dottor Tommaso Montini

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Tommaso Montini è un pediatra di famiglia di Napoli, sposato da 30 anni e padre di tre bellissimi figli.
Si interessa di malattie croniche e disabilità. Scrive testi divulgativi di sostegno alla genitorialità, si diletta a tenere incontri e corsi per genitori, ma soprattutto… si diverte molto a fare il pediatra.
Tra le sue pubblicazioni: Meno male che ci sono i bambini!, ed. L’isola dei ragazzi 2004; Me lo dici in bambinese?, ed. Paoline 2009; 4 chiacchiere col pediatra, ed. Franco Angeli 2014; Getzemani! Ingresso riservato, ed. Paoline 2015.

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