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Mia madre: colei che accudisce!

Vita da papà

Mia madre: colei che accudisce!

Diego Dic 12
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In altri articoli precedenti avete letto di me, di mio figlio e di mio padre ma avevo dimenticato di parlarvi di una persona senza la quale io non potrei essere qui a scrivere: colei che mi ha messo al mondo: mia madre,
Mia madre è una donna piccolina, con gli occhiali, diventata minuta in vecchiaia (magra magra non lo è mai stata, se non da giovanissima), nata con la poliomielite e quindi praticamente con problemi nel camminare fin dalla nascita. Vista da fuori sembra una normalissima donna di una certa età con qualche acciacco fisico eppure quella donna piccolina, con uno strano modo di camminare e con gli occhiali HA LE PALLE QUADRATE!

Si perché mia madre, rimasta vedova a 45 anni, con due figli, ha cominciato a lavorare come un mulo, cosa che mio padre fino a quel momento aveva evitato di farle fare, dato che col suo stipendio si campava tranquillamente tutti insieme appassionatamente.
Il problema è che quando il mio papà se n’è andato, siamo passati dalle stelle alle stalle, soprattutto a livello economico e quindi mi madre per tirare avanti cominciò a fare la badante alle persone anziane, Perché proprio la badante, vi starete chiedendo?

Beh perché mia madre è “la donna che accudisce”
Quando aveva 20 anni, sua madre si ammalò e lei l’accudì, dopo qualche anno mio nonno si risposò e purtroppo anche la sua seconda moglie si ammalò e mia mamma accudì anche lei, dopodiché accudì mio nonno e infine mio padre. Di conseguenza fare la badante non sembrava altro che un naturale proseguimento di ciò che aveva sempre fatto!
Sono passati più di 20 anni da allora ma lo ricordo come se fosse ieri.

Si alzava la mattina presto, mi svegliava per farmi andare a scuola, mi preparava il pranzo e andava a lavorare. La vedevo direttamente ad ora di cena, distrutta come non mai, che col sorriso mi preparava la cena e mi chiedeva come fosse andata la giornata, MAI una volta, che sia una, che le abbia sentito dire “Sono stanca!”
Non penso sia stato facile per lei crescere due figli da sola, soprattutto se uno dei due è nel pieno dell’adolescenza, eppure lei ci è riuscita, con dei discreti risultati.
Né io né mio fratello abbiamo avuto problemi grossi causati da noi stessi e lui si è anche laureato, io ci ho provato, cambiando quattro facoltà, ma ho sempre dato la precedenza al lavoro, dato che non mi andava di pesare sulle spalle di mia madre e fortunatamente adesso ho un lavoro e se sono “un brav’uomo” penso di doverlo soprattutto a lei, “colei che accudisce”.
Due anni fa, con la nascita di mio figlio è diventata nonna ed è la persona più felice del mondo!

Poi lei è brava coi bambini, perché negli anni, oltre a fare la badante, ha fatto anche la tata e quando eravamo piccoli e facevamo le feste di compleanno, era lei che ci faceva da animatrice!
Io amo mia madre, perché nonostante tutte le sventure capitatele fin dalla nascita, non ha mai smesso di sorridere (tranne ovviamente dei piccoli periodi in cui non poteva proprio farne a meno) e nonostante io sia stato quasi sempre “autonomo”, è sempre stata l’unica persona che non mi ha mai voltato le spalle, anche quando avrebbe avuto tutti il diritto di farlo.
Quando facevo l’animatore ed ero perennemente lontano da casa, spesso cantavo “Portami a ballare” di Luca Barbarossa, un modo come un altro per sentirmi più vicino a lei….

Non potrei immaginare la mia vita senza di lei e mi piacerebbe un giorno potermi sdebitare per tutto quello che ha fatto e che fa per me quotidianamente anche se probabilmente una vita sola non basterebbe, così mi accontento di dirle quanto più posso: GRAZIE MAMMA!

P.S. Se per caso qualcuno di voi leggendo questo articolo, abbia pensato che sono un mammone, esistono due parole usate molto a Roma che sintetizzano in maniere precisa il mio pensiero a riguardo, cominciano per “sti” e finiscono per “zzi”.

Ciao a tutti!

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